Gli Ulivi della Gratitudine e della Memoria

Benedizione dell’ICONA della TRASFIGURAZIONE

Leggi la descrizione dell’icona

CONDOTTI SUL MONTE VICINO A CRISTO

L’Icona della Trasfigurazione, affissa di recente nella nostra Cappella, è stata realizzata dalle Sorelle di Gesù, dell’Eremo delle Querce, Calabria, e donata alla nostra Comunità in occasione del Centenario della Casa Generalizia. Il titolo dell’attività di accoglienza CASA TABOR, è stato un richiamo e un motivo della scrittura dell’Icona che ora presento. Essa arricchisce e completa il messaggio che descrive il Carisma e la Missione della
Congregazione, espressi nell’Icona della Visone delle due Montagne della
Venerabile Madre Francesca Streitel
, Icona realizzata dallo stesso laboratorio Iconografico e benedetta il 16 febbraio 2020.

Cristo trasfigurato sul Monte Tabor

Facciamo memoria del mistero della Trasfigurazione. Esso è innanzitutto:

  • Manifestazione della divinità di Cristo Gesù, Figlio amato del Padre e
    testimonianza per noi che crediamo. Chi vede il Figlio vede il Padre. Ciò
    che contempliamo è la luce splendente dell’incarnazione su cui si fonda
    la nostra fede e la nostra specifica vocazione.
  • Uno degli avvenimenti più misteriosi e significativi in cui Gesù è
    protagonista di fronte a due testimoni, Mosé, rappresentante della
    Legge di Israele, ed Elia, il profeta per eccellenza. Questi personaggi
    appaiono in una suggestiva visione, conversando tra di loro.
  • È evento di comunione che si compie attraverso Cristo tra Vecchia e
    Nuova Alleanza (Mosè, Elia e i tre discepoli), tra l’uomo e tutto il creato
    (la montagna).
  • È luce che risplende intensamente nel Cristo e si irraggia tutto intorno.

L’iconografia della Trasfigurazione a partire dal secolo XII conferma l’importanza del mistero. Ed è interessante sapere che lo “scrittore di icone” dipingeva come prima icona la Trasfigurazione perché a fondamento dell’icona c’è un’esperienza di luce e compito dell’icona è di riflettere la luce del Tabor”. Tutta l’icona della Trasfigurazione è luce, non vi è ombra, la luce però non è prodotta dalle consuete sorgenti luminose, ma dalla presenza abbagliante di Cristo. Attraverso la luce Cristo manifesta lo splendore della
Gloria divina prima della dura prova della Croce. Sin dalle origini lo schema iconografico riproduce il momento centrale della Trasfigurazione. I due gruppi laterali mostrano rispettivamente la salita e la discesa dal Tabor, mentre nella zona superiore il Cristo campeggia tra Mosè ed Elia, i grandi veggenti dell’Antico Testamento, che sul Sinai e sul monte Carmelo, ebbero la visione di Dio, mentre i discepoli sbigottiti dalla visione
cadono a terra ai loro piedi.

l’Icona “Condotti sul Monte, vicino a Cristo”

Accostiamoci all’immagine e, contempliamo il mistero, cercando di coglierne il
significato.

Al centro dell’icona, sfolgorante di luce, è il Cristo. Le Sue vesti sono quelle bianche della Resurrezione. Il bianco sfolgorante delle vesti di Gesù è simbolo della sua divinità, del suo essere perfettamente puro e perciò divinamente incorruttibile. Ma la bellezza del Figlio di Dio è già segnata dal marchio della Passione, argomento aperto tra Gesù, Mosè ed Elia. Gesù ha in mano il rotolo della STORIA, anche della nostra Storia e ci
benedice. Egli entra con potenza nella nostra vita, pone la sua dimora in mezzo a noi e di noi dice bene, ha solo parole di vita eterna … In alto, a destra di Gesù, è rappresentato il profeta Elia e a sinistra Mosè, colui che parla faccia a faccia con Dio. Entrambi sono chini, protesi in ossequio verso il Signore. Le curve tracciate dal loro corpo esprimono
riverenza, docilità e servizio. La luce che emana il Cristo e la voce del Padre, raggiungono Pietro, Giacomo e Giovanni e provoca in essi una profonda reazione, sconcerto,
stupore che, contrastano con la solennità del Trasfigurato. In questa Icona viene espressa la crescente dinamicità con cui già a partire dal secolo XII, è stato rappresentato il mistero della Trasfigurazione del Signore. Questa crescente dinamicità viene espressa nella nostra icona:

  • Dalla compagnia dialogante di Mosè ed Elia con Gesù.
  • Dagli Apostoli che appaiono come scaraventati sul fianco della montagna.
  • Dall’introduzione di altri personaggi che si muovono in salita e discesa dal Tabor. Essi ci rappresentano tutti e attestano che ci è dato di stare nella Chiesa per riconoscere in essa e attraverso di essa, i segni della gloria di Dio lungo il cammino della vita.
  • Dalla presenza di religiosi e religiose che invitati da Gesù salgono e scendono dalla santa montagna. Tra essi scorgiamo anche Madre Francesca Streitel, nostra fondatrice in salita e in discesa dal monte. Si tratta di un dettaglio molto suggestivo, da leggere in sinossi con l’Icona della “Visione delle due Montagne”. Infatti, il messaggio dell’una incalza l’altra, anzi è lo svolgimento e il compimento della missione affidata dallo Spirito a Madre Francesca e lo possiamo sintetizzare con le sue stesse parole: “Dio mi condusse a Roma per realizzare il disegno divino per questo nostro tempo, quello di unire la vita attiva a quella contemplativa” (Lettera a P. Jordan 29 luglio 1883). Ossia salire e scendere, nell’unico agile movimento dell’amore, dalla preghiera alla carità operosa, dal servizio di Dio al servizio dei fratelli e sorelle.

Siamo dunque invitati anche noi a trovare il nostro posto nello scenario dell’Icona, insieme ai discepoli e al gruppo di persone che salgono e scendono la santa montagna, il Tabor, invitate e mandate da Gesù. Tendiamo anche noi l’orecchio per ascoltare la parola del Padre che rimbalza dall’icona al nostro cuore: ASCOLTATELO!


Ascoltiamo Gesù e facciamo quello che egli ci dirà, come fecero a Cana i servitori delle nozze spronati da Maria: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela” (Gv 2,5).

ASCOLTATELO!
ASCOLTIAMOLO!

Celebrazione del centenario della Casa Generalizia